Atena Ferraris, la protagonista di Le ventisette sveglie di Atena Ferraris, romanzo di Alice Basso, viene presentata come una trentenne che affronta ogni giornata seguendo un sistema rigidissimo: ventisette sveglie distribuite tra mattina e sera, necessarie per ricordarle impegni, pause, telefonate e persino il momento giusto per smettere di rimuginare. Non ama gli imprevisti, veste in modo poco convenzionale e osserva il mondo con un’attenzione fuori dal comune.
Il suo modo di ragionare procede attraverso collegamenti rapidi e domande continue, frutto di una sensibilità accentuata e di una predisposizione naturale verso tutto ciò che richiede logica e struttura. Il suo carattere diretto genera situazioni comiche e disorientanti, perché fatica a filtrare le parole e reagisce spesso d’impulso, rendendo ogni interazione imprevedibile.
Enigmistica, rigore e un fratello che la trascina nei guai
Atena dirige una rivista digitale dedicata ai giochi enigmistici, un ambiente costruito per darle ordine e sicurezza grazie a schemi, rebus e anagrammi con una sola soluzione possibile. È il luogo dove trova equilibrio, lontano dalle incertezze delle relazioni e dal caos degli stimoli esterni che la mandano in confusione.
A incrinare questa routine interviene il fratello gemello, Febo, aspirante scrittore alla continua ricerca di idee nuove. Per sentirsi ispirato decide di iscriversi a una scuola di magia, pensando di trovare un ambiente divertente e stimolante. Invece, si imbatte in una vicenda che appare molto più seria dei semplici trucchi di scena.
Quando si rende conto di essere finito in una situazione rischiosa, chiede aiuto alla sorella, consapevole della sua capacità di analizzare dettagli che altri ignorano. Per Atena questo significa uscire dalla zona sicura, confrontarsi con persone nuove e imparare a gestire la propria impulsività.
Un’indagine leggera tra comicità, cultura pop e nuove consapevolezze
Dentro questo scenario prende forma una storia che mescola investigazione, ironia e cultura pop italiana, attraverso citazioni di film, canzoni, serie televisive e riferimenti letterari. Atena affronta ogni evento con un approccio analitico e una curiosità inesauribile, alternando riflessioni rapide a osservazioni che sorprendono chi le sta accanto.
La sua iperattività e il bisogno di continui stimoli si intrecciano con la paura di sbagliare, creando un contrasto che la rende un personaggio vivace e riconoscibile. Nella scuola di magia incontra una serie di figure eccentriche: Jacopo, Gemma, Marina e il professor Gluck, personaggi che contribuiscono a costruire un equilibrio comico e narrativo efficace.
Le dinamiche del gruppo spingono Atena a superare la diffidenza iniziale e ad affrontare un’avventura che ha il sapore del giallo leggero. Il racconto mette in luce un tema centrale: l’importanza di sentirsi legittimati ad accettare i propri limiti senza considerarli un ostacolo. Atena, con le sue manie e le sue esitazioni, diventa il simbolo di un modo diverso di percepire la realtà, capace di trasformare fragilità in risorsa.
Il romanzo, ambientato in una Torino ordinaria e familiare, sfrutta luoghi e situazioni quotidiane per creare uno sfondo realistico che dialoga con gli elementi più brillanti della trama. Il risultato è una lettura che alterna leggerezza e introspezione, costruita attorno a una figura che riesce a catturare attenzione e simpatia grazie alla sua autenticità.
