Il nuovo numero di Internazionale in edicola questa settimana propone un sommario ampio, costruito attorno a grandi questioni politiche, sociali e culturali. La copertina è dedicata a Nasser Abu Srour, scrittore palestinese che racconta trent’anni trascorsi nelle carceri israeliane e l’aumento delle violenze contro i prigionieri dopo il 7 ottobre 2023. Un tema duro, che apre un numero segnato da guerre, crisi democratiche, trasformazioni economiche e storie personali capaci di raccontare scenari molto più grandi.
Il Medio Oriente resta al centro del numero
Tra gli argomenti principali c’è la diplomazia nel Golfo. Il sommario segnala un articolo sui rapporti tra Stati Uniti, paesi arabi e Israele, con un focus sugli equilibri modificati dalla guerra con l’Iran. Il tema riguarda i limiti dell’influenza americana nella regione e la difficoltà di imporre una normalizzazione dei rapporti con Israele in un contesto sempre più instabile.
Nella sezione dedicata ad Africa e Medio Oriente compaiono anche il Senegal, con la frattura politica tra il presidente Diomaye Faye e Ousmane Sonko, e diversi richiami a mondo arabo, Israele, Repubblica Democratica del Congo e Libano. Il quadro che emerge è quello di un numero attento alle tensioni politiche, ai conflitti e agli effetti concreti delle crisi sulle società.
Europa e Americhe tra democrazia, proteste e voto
In Europa, il sommario dà spazio alla Turchia, dove la democrazia viene descritta come nuovamente sotto pressione dopo l’irruzione della polizia nella sede del principale partito d’opposizione e la rimozione del suo leader. Accanto a questo tema figurano la Spagna, la Grecia, Cipro e l’Ucraina, con richiami a difficoltà politiche, elezioni e attacchi.
Nelle Americhe, l’attenzione si sposta sulla Bolivia, attraversata da proteste contro il governo del presidente Rodrigo Paz e da una crisi economica che pesa sulle fasce più povere della popolazione. Il sommario cita poi Stati Uniti, Messico, Canada e Colombia, con temi che vanno dalla violenza politica alla vigilia elettorale.
Spazio anche al Venezuela, raccontato in una fase sospesa dopo la cattura di Nicolás Maduro. Il sommario parla di un cauto ottimismo, ma segnala pure l’assenza di chiarezza sulle elezioni e il mancato arrivo dei benefici del petrolio alla popolazione.
Italia, architettura e politica viste dall’estero
Tra gli articoli della sezione “Visti dagli altri” compare un approfondimento dedicato allo stadio di San Siro, definito un impianto unico, minacciato dalla demolizione. Il tema intreccia sport, architettura e patrimonio culturale.
Per l’Italia, il sommario segnala un articolo sulla situazione del governo Meloni dopo il referendum e dopo i risultati locali di Venezia e Reggio Calabria. Il voto, secondo quanto indicato nel sommario, ha dato ossigeno alla destra e non ha premiato l’opposizione.
Nelle opinioni trovano spazio anche riflessioni su Trump e su Google, con due titoli che suggeriscono un’analisi del potere politico e di quello tecnologico.
Asia, scienza e storie fuori dagli schemi
La sezione Asia e Pacifico porta il lettore in India, dove un account Instagram nato dopo una frase denigratoria del capo della corte suprema sui giovani disoccupati è diventato un fenomeno da milioni di follower. Il sommario parla di un messaggio molto chiaro, legato al malessere di una generazione.
Il Giappone compare in più punti del numero. C’è un articolo su Sōichirō Maeno, attore del cinema erotico che nel 1976 si schiantò sulla casa di un faccendiere di destra coinvolto nel caso Lockheed. Lo scandalo viene richiamato anche in una sezione specifica.
La scienza entra nel numero con un articolo su una rara mutazione diffusa tra i maori, associata a un forte rischio di tumore allo stomaco. Il sommario pone al centro una domanda concreta: cosa significa vivere senza quest’organo dopo un intervento di asportazione.
Portfolio, viaggi, cultura ed economia
Il portfolio è dedicato alle bambine indesiderate in Armenia, dove in molte aree rurali è ancora presente l’aborto selettivo. Nella sezione ritratti compare invece Vladimir Plahotniuc, oligarca moldavo descritto come un uomo capace di accumulare ricchezza e potere fino al controllo delle istituzioni, prima della caduta e della condanna al carcere.
Il viaggio della settimana porta a Delhi, raccontata come un’area vasta e composita, fatta di città minori, monumenti medievali, giardini, architettura coloniale e street food.
La cultura attraversa cinema, televisione, libri, fumetti e musica. Il sommario cita il Festival di Cannes 2026, con la Palma d’oro assegnata a Fjord di Cristian Mungiu, oltre a recensioni, serie tv, documentari, album, canzoni e audio.
Sul fronte economico, il numero affronta la crisi della Volkswagen, tra nuove alleanze, rapporti con la concorrenza cinese e ricerca di soluzioni industriali. Nella scienza trovano spazio anche neuroscienze, biologia, salute, geometria e paleontologia, mentre la sezione dedicata al pianeta richiama il caldo record in Europa e l’urgenza di agire sul clima.
Un numero costruito sui grandi squilibri del presente
Il sommario del nuovo numero di Internazionale restituisce una fotografia ampia del presente: guerre, prigioni, crisi democratiche, proteste sociali, tecnologia, salute, cultura e ambiente.
Dalla copertina sulle carceri israeliane fino agli articoli su San Siro, Delhi, Volkswagen e i sogni vividi studiati dalle neuroscienze, il settimanale mette insieme temi molto diversi, legati da una stessa attenzione per le trasformazioni politiche, sociali e culturali del mondo contemporaneo.
