Nel suo nuovo libro, Franco Berrino convoglia decenni di studi e le ricerche più recenti in un’indagine sui “nemici invisibili” che attraversano la quotidianità. Al centro c’è l’idea di un’epoca segnata da un’accelerazione senza precedenti: mentre la tecnica corre, il corpo umano non muta con la stessa rapidità.
Ne derivano squilibri che, secondo l’autore, si riflettono nelle abitudini alimentari, nell’ambiente domestico e nelle scelte di consumo. Il volume si concentra in particolare sui “veleni” che possono insinuarsi sulle nostre tavole, sulle sostanze tossiche legate all’agricoltura chimica e a processi industriali, e sulle contromisure pratiche per difendere la salute.
Il “Plasticene”: un’era di cambiamenti rapidi
Berrino apre il discorso evocando un “Plasticene”, definizione con cui intende un tempo in cui terra, acqua e aria risultano segnati da contaminazioni diffuse, e con essi anche il modo di pensare. Il mutamento ha raggiunto un’intensità mai sperimentata prima; la fisiologia umana, invece, resta ancorata ai suoi ritmi.
La tecnologia colma spesso il divario, ma non sempre con esiti favorevoli: il cibo spazzatura e lo stress della vita moderna favoriscono malattie, mentre l’industria risponde con nuovi farmaci che possono comportare effetti collaterali.
Nello stesso schema si inserisce il ciclo dei pesticidi: sostanze ritenute cancerogene o neurotossiche vengono vietate, per poi essere sostituite da composti destinati a subire, a loro volta, futuri divieti.
Rischi a tavola: cosa osservare e perché
Il cuore del libro è un vademecum che guida alla lettura critica di ciò che si porta in cucina. L’autore mette in evidenza i rischi legati a pratiche e materiali d’uso comune, domandandosi, per esempio, perché sia prudente evitare contenitori come lattine e tappi con rivestimenti plastici.
L’attenzione si sposta poi sugli additivi impiegati nell’industria alimentare, sui loro possibili effetti e sulla necessità di riconoscerli in etichetta. Ne emerge un quadro in cui la prevenzione comincia dall’informazione e dal controllo delle fonti, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione ad alcune sostanze.
Giovani, fertilità e salute
Tra i temi che Berrino porta in primo piano c’è la crescente sterilità giovanile. Il testo non si limita a registrare il fenomeno: invita a interrogarsi su che cosa, nell’ambiente e nello stile di vita, possa essere collegato a questo quadro.
La discussione si allarga ai tumori in età giovane, un argomento che l’autore inserisce tra le questioni più urgenti da comprendere. Contano le domande giuste, la lettura dei dati e la capacità di individuare nessi plausibili senza semplificazioni.
Microbi, metabolismo e scelte quotidiane
Un passaggio decisivo del libro riguarda il microbiota e il ruolo dei microbi nel mantenimento dell’equilibrio dell’organismo. Secondo l’autore, riconoscere l’importanza di questo ecosistema interno significa rivedere abitudini consolidate: qualità degli alimenti, metodi di trasformazione, tempi e modalità di consumo.
In questo quadro, l’attenzione si concentra su zucchero, dolcificanti artificiali, grassi idrogenati e regolatori della crescita, insieme ai cibi multiprocessati e al glifosato. L’ordine delle priorità non è univoco, ma il messaggio è chiaro: ogni scelta può alterare la composizione microbica e, di conseguenza, la condizione generale dell’organismo.
Cibi multiprocessati e glifosato: nodi critici
L’autore dedica spazio ai prodotti multiprocessati, evidenziando come composizioni complesse, ricche di additivi e trasformazioni, possano allontanare il consumatore da un’alimentazione semplice e verificabile.
Accanto a ciò, trova posto il glifosato, simbolo delle sostanze introdotte lungo la filiera agricola che richiedono esame attento e trasparenza. Il libro incoraggia a leggere le etichette, a ragionare sulle filiere e a valutare l’impatto cumulativo delle scelte ripetute nel tempo, dalla spesa alla dispensa.
Difese pratiche: consapevolezza e ordine mentale
Oltre alla diagnosi, Berrino propone difese accessibili: alfabetizzazione alimentare, vigilanza sugli ingredienti, selezione dei materiali a contatto con il cibo. Non si tratta di regole calate dall’alto, ma di una disciplina quotidiana: riconoscere quali prodotti evitare, rivedere gli acquisti, preferire filiere più pulite quando possibile.
La consapevolezza, naturalmente, non coincide con la rinuncia; significa piuttosto scegliere con lucidità e dare continuità alle buone pratiche.
Un vademecum per mangiare meglio e curare la salute
Il libro si presenta come guida per chi desidera capire cosa arriva nel piatto e con quali conseguenze sul benessere. L’intento è promuovere abitudini informate e durature: selezionare gli alimenti con criterio, limitare l’esposizione a sostanze sgradite, valorizzare ciò che sostiene l’equilibrio dell’organismo.
Senza proclami, ma con una mappa di domande e risposte utili, Berrino invita il lettore a riorientare le scelte quotidiane, per nutrirsi in modo più attento e prendersi davvero cura della propria salute.
