Il mercato librario italiano archivia il 2025 con un arretramento sensibile nelle vendite di libri cartacei. Le copie acquistate nei canali trade scendono sotto la soglia dei 100 milioni, evidenziando un contesto fragile che coinvolge editori di diverse dimensioni e gran parte della rete commerciale.
La contrazione riguarda saggistica, narrativa e fumetti, mentre il segmento per bambini e ragazzi si mantiene stabile con una leggera crescita. Nel complesso emerge un quadro disomogeneo, segnato da una riduzione generale della domanda e da variazioni rilevanti tra categorie e formati.
Andamento del mercato italiano nel 2025
Nel corso dell’anno le copie vendute raggiungono 99,5 milioni, con una flessione del 3% rispetto all’anno precedente. Anche il valore complessivo del mercato registra un arretramento, pari al 2,1%, con una riduzione di oltre 32 milioni di euro. Il bilancio evidenzia come la domanda di libri cartacei abbia rallentato in modo costante nel corso dei dodici mesi, con una dinamica simile nei principali canali: librerie fisiche, realtà online e grande distribuzione.
All’interno delle librerie fisiche emergono differenze significative. Le librerie indipendenti subiscono la contrazione più evidente, con una perdita marcata di copie, mentre le catene mostrano una resistenza maggiore pur senza invertire la tendenza negativa. Più pronunciato è invece il calo della grande distribuzione e delle vendite online, che risultano meno resilienti rispetto ai punti vendita tradizionali.
Il mercato digitale mostra un comportamento opposto. Gli ebook crescono in modo contenuto, mentre gli audiolibri registrano un incremento più evidente. La somma dei formati digitali attenua la perdita complessiva del comparto librario italiano, portando il valore totale del mercato della varia a 1.604,9 milioni di euro, con una riduzione dell’1,6% sull’anno precedente.
Confronto europeo e differenze tra editori
La tendenza italiana ricalca quella di numerosi Paesi europei. La Germania registra un calo vicino al 5%, mentre Francia, Regno Unito e Paesi Bassi presentano riduzioni più contenute. Fanno eccezione Portogallo e Spagna, che chiudono il 2025 con una lieve crescita o un sostanziale equilibrio.
All’interno del mercato nazionale il comportamento degli editori varia in base alla dimensione. I gruppi editoriali principali limitano le perdite con una contrazione di poco inferiore al 2%. Gli editori con un venduto superiore ai cinque milioni di euro registrano un calo più pronunciato, mentre le realtà tra uno e cinque milioni mostrano un leggero incremento. Le sigle più piccole, con un venduto fino a un milione di euro, subiscono invece una diminuzione superiore al 6%.
Sul fronte dei generi, i libri per ragazzi restano l’unico segmento in controtendenza. Narrativa italiana, narrativa straniera, fumetti e saggistica mostrano variazioni negative di diversa intensità, contribuendo alla riduzione complessiva dei volumi venduti.
Novità e catalogo in flessione
Nel corso dell’anno sono arrivate sugli scaffali 70.409 novità, un dato in aumento rispetto al 2024. La crescita delle pubblicazioni non trova però un equivalente riscontro nelle vendite. Le novità registrano infatti una contrazione più netta rispetto ai titoli di catalogo.
Questa dinamica segnala un rallentamento dell’impatto commerciale delle nuove uscite, mentre il catalogo mostra una capacità leggermente maggiore di mantenere il proprio pubblico, pur senza riuscire a compensare il calo generale.
Il bilancio del 2025 si chiude con segnali contrastanti: un mercato cartaceo in diminuzione, un digitale in crescita e un panorama editoriale che si muove tra fragilità e differenze strutturali. L’evoluzione della domanda e gli investimenti sul sostegno alla lettura rappresenteranno i fattori chiave per comprendere l’andamento del 2026.
